Humans, Water and Stones. Relationship and Semi-Domestication

Nadia Breda

Abstract


Umanità, acqua e pietre. Relazioni e semi-domesticazione
Una nuova visione del rapporto natura/cultura, meno costruttivista e più attenta alle intra-azioni tra umani e non umani, ci permette di leggere in maniera accurata e innovativa una serie di dati etnografici relativi ai raccoglitori di sassi del greto del fiume Piave (Italia del Nordest). Questa ricerca mostra che un diverso rapporto con la natura è storicamente esistito, ed è stato socialmente attivato anche nel mondo occidentale impregnato di naturalismo e di visione della natura come oggetto passivo. Le relazioni tra i raccoglitori, i sassi e l’acqua, invece, sono fatte di continue sfumature tra i corpi umani e non umani, di riconoscimento dell’agency di tutti gli elementi della natura e della piena vitalità dell’acqua. Attraverso l’attribuzione di un corpo all’acqua e il riconoscimento
dell’essere vitale, senziente, volitivo anche del mondo dell’acqua, tutti i
soggetti dell’ambiente fluviale (raccoglitori, sassi, acqua) mostrano la loro soggettività, intenzionalità, abilità e agency. Così in questo contesto è l’acqua stessa a fungere da addomesticatore di un ambiente che il raccoglitore di sassi riconosce come il suo ambiente di lavoro. La semi-domesticazione (materiale e discorsiva) che ne deriva, mostra che la domesticazione non è un avvenimento della storia dell’umanità avvenuto una volta per sempre nel Neolitico, ma è un processo di relazioni sempre attive tra umani e ambiente. Nel caso che viene presentato sono addirittura il mondo acquatico e quello minerale ad essere implicati, con gli umani, nel processo di semi-domesticazione.


Humains, eaux et cailloux. Relations et semi-domestication
Avec le soutien d’une nouvelle perspective sur le rapport nature/culture, qui surpasse le constructivisme en faveur d’une majeure attention aux « intra-actions » entre les humains et les non humains, nous pouvons aujourd’hui lire de façon précise et novatrice une série de données ethnographiques sur les cueilleurs des cailloux dans le lit de rivière de la fleuve Piave (nord-est de l’Italie). La recherche anthropologique qui est présentée ici, nous montre qu’une différente relation à la nature est historiquement existée et elle a été socialement activée dans le monde occidental naturaliste, qui est imprégné d’une vision de la nature comme d’un objet passif. Les relations entre
cueilleurs, cailloux, et eaux, différemment, sont des relations où le corps des humains et des non humains sont continuellement flou, où l’agency de tous les éléments est reconnue, et où l’eau est pleinement vitale. Au moyen de l’attribution à l’eau d’un corps vital, sensible, doté d’une forte volonté, tous les sujets de l’environnement fluvial peuvent montrer leurs subjectivités, intentionnalité, habilité et agency. Avec ces caractéristiques, l’eau peut devenir l’agence de domestication qui crée l’environnement où les cueilleurs peuvent pratiquer leur travail. La semi-domestication (matériel et discursive) qui en dérive, nous montre que la domestication n’est pas un fait accompli une
fois pour toutes dans le Néolithique, mais elle est une question de relations toujours actives entre humains et non humains. Dans le cas qui est ici présenté, avec les humains sont aussi impliqués, dans le procès de semi-domestication, le monde aquatique et le monde minéral.


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DOI: https://doi.org/10.13133/1125-5218.15379

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