An “old drunken and malicious father”: the people of the Po’s volatile relationship with their river

Peter Allan Coates

Abstract


Un “vecchio padre ubriacone e malignazzo”: la relazione instabile fra le genti del Po e il loro fiume
La relazione fra il Po e le persone che abitano il suo territorio è da sempre complessa e non di rado contrastata. Come spesso affermano gli abitanti del fiume: Al Po al dà ‘e’l tos – il Po dà e il Po toglie. Il saggio esamina il modo in cui le genti del Po hanno risposto all’instabilità di un fiume che il giornalista Gianni Brera ha definito “un vecchio padre ubriacone e malignazzo”. Attraverso le fonti letterarie e cinematografiche, si cercherà di approfondire e analizzare la complessità delle reazioni, e relazioni, emozionali che coniugano da un lato, affezione e rispetto, dall’altro, ansia, paura, esasperazione e rassegnazione.
Sempre sulla scorta dell’analisi della fiction, si cercherà di dimostrare che coloro che vivono lungo le rive hanno sviluppato una cultura di adattamento al rischio che gli permette di coesistere con l’imprevedibilità del fiume. L’argomento principale dell’articolo si basa sull’assunto che le genti del Po siano diventate esseri umani anfibi, adatti sia per la terra che per l’acqua. Al di là dell’utilizzo strettamente figurativo del concetto di liquidità, pur tuttavia mantenendo la sua immagine d’incertezza e di flusso in costante movimento, la liquidità verrà intrepretata sia in senso letterale e materiale che come proprietà definitiva e intrinseca del paesaggio. Oltre ad aggiungere un contributo alla letteratura esistente sulla rappresentazione culturale dei fiumi, questo articolo (che utilizza fonti in inglese e italiano) si inserisce nel dibattito geografico e culturale per discutere il modo in cui le persone resistono alle inondazioni. Questo aspetto è stato spesso discusso e limitato ai paesi del sud-est asiatico, come pure la nozione di società anfibia è stata applicata soltanto ai Paesi Bassi. Inoltre, in termini di approccio disciplinare, il saggio va oltre la prospettiva, i metodi e le fonti della storiografia, per abbracciare quelli degli studi umanistico-ambientali – un’area di ricerca interdisciplinare che interpreta le fonti letterarie e cinematografiche come documenti legittimi per comprendere i fenomeni alluvionali.


Un “vieux père ivre et méchant”: l’incertain relation entre la gens du Po e leur fleuve
La relation entre le Pô et les habitants de la vallée est multiple et souvent orageuse. Comme le remarquent ceux qui vivent avec le fleuve: Al Po al dà ‘e’l tos – le Pô cède et le Pô emporte. Dans cet article, nous examinons comment ils ont réagi à une rivière instable que le journaliste Gianni Brera a personnifiée comme un “vieux père ivre et méchant”. Je montre, à travers des sources littéraires et cinématographiques, comment vivre avec le Pô a provoqué une réaction émotionnelle complexe combinant des éléments d’affection et de respect avec anxiété, peur, exaspération et résignation. Tout en continuant à tirer parti des idées tirées de la fiction et du film, je soutiens ensuite que ceux qui vivent sur ses rives ont développé une culture d’adaptation et d’ajustement
des risques qui leur permet de coexister avec un fleuve prévisible et imprévisible.
Mon principal argument est que les habitants du Pô sont devenus des amphibiens humains, aptes à la terre et à l’eau, dans une relation amphibie avec leur rivière. Allant au-delà de l’utilisation strictement figurative de la liquidité, tout en conservant ses notions centrales d’incertitude, de flux et de mouvement constant, je m’engage avec la liquidité au sens littéral et matériel en tant que propriété définitive du paysage. En plus d’ajouter au corpus de connaissances existant sur la représentation culturelle des rivières, cette étude de cas (utilisant des sources en anglais et en italien) représente un élargissement du contexte géographique et culturel pour une discussion sur la manière dont les cultures gèrent les inondations. Cela a été largement limité à l’Asie du Sud-Est, tout comme la notion de société amphibie s’est limitée aux Pays-Bas. De plus, en termes d’approches disciplinaires, cet essai dépasse les perspectives, les méthodes et les matériaux de l’historien pour englober ceux des humanités environnementales – un domaine de recherche interdisciplinaire qui prend au sérieux les sources fictives et filmiques comme documents légitimes pour la compréhension des inondations.

 

 


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DOI: https://doi.org/10.13133/1125-5218.15383

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